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Sarà che…

luglio 24, 2015|Posted in: racconti di wgirl - wgirl's stories

-  Ma che storie ti stai raccontando?

-  Che cosa vuoi dire Zeta?

- Che da qualche tempo sei accelerata, cupa e irritabile….

  (Non poteva non accorgersene)

Come nella terra di mezzo, W girl passa dai turbinii di felicità a lande desolate e desertiche da percorrere a piedi in cui alla fine inizia a intravedere un po’ di verde…

Sarà il caldo, il quarto trasloco in un anno e pure un nuovo progetto lavorativo che drenano le sue energie? sarà un anticipo di menopausa?!!!  Le scadenze imminenti? Il nuovo ufficio da arredare, la casa da sistemare, il consulente, la banca, il senso di colpa per il “madoveseisparita”?

Sarà che la testa di Wgirl assomiglia al rumore delle cascate del niagara ma con monsoni estivi, cicloni ed eruzioni vulcaniche dove qualche volta risuonano i “non ce la posso fare” e gli “ohibò ohibò”! Come quando una sera repentinamente e di buona lena si è trasferita nella nuova casa con ufficio incorporato e il giorno dopo al risveglio ha visto cosa la attendeva: un mese di pulizie senza sconti per rendere vivibile la dimora.

( di nuovo!)

La tentazione era di riempire nuovamente le valigie e andarsene. Ma dove poi? In una nuova landa tutta da pulire? E così tra gli ancora “ohibò” e gli “invece ce la posso fare!” si è trasformata nuovamente nella paladina della purificazione sognando riparazioni e ristrutturazioni.

Sarà che si è fatta prendere un po’ la mano tant’è che è rimasta incantata alla fermata del nuovo servizio di autobus ad Islamabad chiamato “metro-bus” e inaugurato recentemente, tutto nuovo e lustro.

: – Ohhh guarda i vetri sono pulitissimi!!

E inorridita da ciò che invece circolava intorno come se lo vedesse per la prima volta:

E tutto questo fango? C’era anche prima? E la spazzatura per strada? I topi, la sporcizia, i bambini mendicanti, la povertà, la polvere, i cani abbandonati, l’ingiustizia, la corruzione ….

Avrebbe tanto voluto poter lavare tutto, poter purificare tutto, tutto di questo Paese: appianare strade ristrutturare i marciapiedi, aspirare la polvere e seppellire il fango sotto una coltre di cemento o prato verde all’inglese, eliminare l’inquinamento, sciacquare le ipocrisie, il perbenismo, raddrizzare le profonde differenze sociali, la noncuranza, i pettegolezzi, i torti e tutto quello che c’era da fare.

L’altra faccia della medaglia infine le appariva distintamente.

Probabilmente ciò che vediamo riflette ciò che è dentro di noi, come se la realtà tutta fosse troppa e pertanto fossimo in grado di rilevarne porzioni di esperienza.

L’esperienza che ci è concessa in quel momento.

Lei lo sa che dentro la sabbia che calpesta ci sono anche le conchiglie, che dietro mille ipocrisie si sono delle lealtà, che in un luogo dove tutto è scandito da “Inshallah” e la precisione è quasi sempre una parola astratta, c’è anche buona volontà; che tutto è prima caos (e qui più di altri posti) e che le abluzioni forzate non rimetteranno a posto né questo né il suo mondo.

Sarà pure che…

poiché lei è un Coach, come le ha detto il suo amico Milio dovrebbe essere dotata di superpoteri,  mentre in realtà ci sono momenti di estrema umanità in tutti noi dove a volte si va in giro con la kriptonite senza nemmeno accorgersene e rendersi conto di trovare solo un mondo troppo fiacco per sentircisi bene dentro.

La grazia che le è data è però invero una saccoccia di strumenti che le consentono (quando smette di correre sulla sabbia bollente del deserto), di guardare nello specchio dove vi si riflette il Reame che ha dentro, a volte vivace a volte scolorito, affaticato o caotico.

E’ forse la ricerca di quell’ordine divino di perfezione che l’ha stremata, il cercare ciò che non c’è, il controllare ciò che deve essere lasciato andare, il paragone con il suo mondo parallelo.

E’ inciampata sulla sabbia, dove ora inizia a vedere un po’ di verde, forse un’oasi.

Sta a lei decidere ora come ci vuole arrivare…

La sua amica Emme che vive anche lei qui ad Islamabad, le ha detto che non si accorge di andare oltre se non quando il suo corpo inizia a farglielo pesare, ecco allora che si deve fermare.

W girl ha invece una bizzarra e comprovata connessione con elettrodomestici e macchinari vari. Pertanto quando nell’ordine il phon, la lavatrice e il frigo hanno deciso di scioperare ha iniziato ad insospettirsi e a rallentare.

E’ partita con entusiamo, gioia, curiosità per poi incespicare in territori sconosciuti dove tutto era diverso da come “doveva essere”.

Sarà che tutto è come è con o senza il suo permesso, ed è concesso gioirne solo a chi ne contempla lo stato presente.

Sarà che anche questa è l’ennesima a lezione sull’incertezza e sull’accettare, per cui visibilmente sollevata si dice:

- sarà quel che sarà:)

Inshallah

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wgirl

I am Wgirl a wanderer and a wonderer. I am also a F.A.A. (Female Alien Abrod) and a freelance writer who travels across cultures. Usually I live on "Planet Italy", a weird place sometimes even for me, where i deal daily with uncertainty, creativity and coffee:) When i travel i know that I know nothing. I am curious and inquisitive about the differences between people, about the local traditions and habits and how my life would be… if i were born here.