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Traslochi pakistani

maggio 7, 2015|Posted in: racconti di wgirl - wgirl's stories, tantiargomenti - manysubjects

Da una settimana circa Wgirl ė impegnata nel trasloco nella nuova casa che ė carina confortevole fresca indipendente e tutta da pulire.

Dopo la ricerca del mobilio, accessori e quasituttociòcheserve, Wgirl e il suo collega nonché nuovo coinquilino Milio o anche Amilio (così denominato dagli amici pakistani), per evitare lo stress derivante dai traumi dell’ impacchettamento-spacchettamento e da eventuali ambienti immondi hanno deciso di assumere 3 aiutanti-forse 4 e di mettere per iscritto che la casa sarebbe stata consegnata splendida splendente chiavi in mano.

Ancora non si capacita di come possa essere successo, ma le ė rimasto un flashback di se stessa in casa mentre arrivava il mobilio e contemporaneamente Aiutante numero 1 le diceva che “forse” aveva capito avrebbe dovuto pulire solo il deposito dell’acqua! E mentre lei lo guardava con occhi grandi, il tuttofare della padrona di casa, il cosiddetto chokidar in tenuta bianco sporco-sporco, mostrando una scopetta piiccola piiiccola fatta di filamenti di paglia apriva la porta e mostrava orgoglioso le pulizie effettuate nella casa piccina picciò fatte con la sola ramazza lunga quanto un avambraccio.

E i prodotti ? Esclama sconcertata
Non siamo ancora andati a comprarli! esclama palesemente rilassato Aiutante numero 2

E mentre l’elettricista che non aveva ancora montato i condizionatori le raccontava una fantasiosa storia su ciò che aveva compreso, il sarto aveva deciso di venire quando voleva lui, Aiutante numero 4 era stato dato per disperso, Wgirl si sentiva sull’orlo del precipizio.

Dopo un lungo respiro e aver contato fino a 1000

Ragazzi non ci siamo visti ieri sera e voi mi avete detto SI sull’orario, SI sui prodotti, SI sulle cose da pulire, SI abbiamo capito?
Ehm SI! (facendo spallucce)
Va beh allora non capisco io!

Che cosa stava sbagliando?
Ė che la sua rabbia si fermava ai “perché” e a tutte le motivazioni che esulavano dalla sua logica e dalla sua zona di comfort.

Quando si naviga controvento la fatica ė doppia e soffermarsi sul “perché” ciò sta accadendo non aiuta, anzi.

Lei lo sapeva ma non voleva farlo.
Il vento intanto soffiava e il tempo era poco.

Il ritmo, le modalità, i tempi … tutto questo era diverso.
Ed era ancora questo il suo mulino a vento.

Come se ascoltassero due musiche diverse Wgirl ballava a tempo di rock, forse pop ma anche heavy metal a tratti, mentre gli altri pare ascoltassero “l’inno alla gioia” invece.

E allora come si fa?
Wgirl lo sapeva bene non si può smuovere chi non vuole danzare specialmente se gode di musica celestiale.
Doveva anche lei staccare la spina del suo iPod e ascoltare ciò che tutti sentivano, solo dopo avrebbe potuto trascinarli in un altro genere.

Invece

Dopo un iniziale sconforto, maperchė vari e dopo aver spiegato al chokidar che per lei “quello” non era “ancora pulito” ma che avrebbe potuto contribuire alla salvezza dell’equipaggio, decide di autoproclamarsi capitano, infilarsi i guanti e inaugurare un corso di economia domestica seduta stante. (Che anche se mamma Emme l’avesse vista di certo non ci avrebbe mai creduto!)

Sarà che “voi italiani siete fissati” come le diceva il suo amico F quando ancora viveva a Londra, e che lei ė un pochino maniacale quando si tratta di pulizie (tant’ė che il suo amico Zeta quando la trova in preda ai suoi attacchi di detersione la soprannomina “Monk”), ma dopo due giornate avanti e indietro, scombussolamenti vari tra cui il tentativo di convincere Aiutante numero 3 a non usare sostanze semi-corrosive lavando il pavimento a piedi nudi, Wgirl scopre che il metti la cera-togli la cera non le farà vincere i campionati di Karate e che con il senno di poi questa ė un’altra lezione sul ritmo, sulle tempistiche e il proprio benessere.

D’altra parte… ė anche vero che a casa sua ora non c’ė nemmeno un grammo di polvere … o quasi, Inshallah!

Grazie a Zeta, Milio e a tutti quelli che l’hanno supportata e sopportata in questa lunga settimana.

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I am Wgirl a wanderer and a wonderer. I am also a F.A.A. (Female Alien Abrod) and a freelance writer who travels across cultures. Usually I live on "Planet Italy", a weird place sometimes even for me, where i deal daily with uncertainty, creativity and coffee:) When i travel i know that I know nothing. I am curious and inquisitive about the differences between people, about the local traditions and habits and how my life would be… if i were born here.